Pensieri cupi e raggi di sole

Esistono giornate sì e giornate no. Oggi appartiene alla seconda specie. Esco dall’ufficio e la calura di questo venerdì di metà luglio
mi colpisce come un pugno in pieno volto. Percezione termica oltre i quaranta gradi centigradi. Nelle orecchie la voce di Hayley Williams sulle note di Airplanes: “Possiamo far finta che gli aerei nel cielo notturno siano stelle cadenti, posso esprimere un desiderio in questo momento”. Non ci sono stelle ora, è troppo presto, la notte deve ancora venire, però vorrei poter esprimere un desiderio. Vorrei riprendere possesso della mia vita, ridare la giusta misura a quanto mi sta intorno. La frenesia della quotidianità mi sta facendo perdere di vista le cose veramente importanti, sta prendendo il sopravvento sul tempo, bruciandolo come fa la fiamma con una miccia che, giunta alla fine della sua corsa, provoca la distruzione di tutto ciò che è prossimo. Non mi sono mai tirato indietro, per niente e per nessuno, ma mi rendo conto che adesso non sto più nemmeno andando avanti. Ho la sensazione di galleggiare in una caligine, come quella che in questi giorni avvolge la città, che annulla ogni sorta di reazione, ogni tentativo di raggiungere l’altra riva. Quella su cui sta la mia vita, quella vera, quella su cui stanno mia moglie, la mia famiglia, i miei amici. La parte migliore di me. Cerco di lottare contro questa abulia che mi sovrasta e mi sento come un novello Don Chisciotte nella sua perenne e inutile lotta contro i mulini a vento. So che la vincerò io questa guerra, non ho dubbi, ma le battaglie perse con la nostalgia, con la tristezza e lo sconforto che mi attanagliano in alcune occasioni, lasciano dei segni, delle cicatrici, che sta a me guarire e imparare ad usare come monito per non ripetere gli stessi errori. Nonostante stia vivendo un periodo decisamente felice, mi rendo conto che troppe volte ultimamente sono stato assente nella vita di chi amo, troppo assorto dal dovere. Ora conto di rimediare facendo piccoli passi, uno dietro l’altro, nella giusta direzione, per non dover più dire “mi dispiace”.

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2 risposte a "Pensieri cupi e raggi di sole"

  1. Matteo 18 luglio 2015 / 10:41

    E bravo Marco, con questo racconto mi hai stupito un’altra volta! 😱

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