I muri d’acqua di Nazaré

“Basta una sola onda per darti la soddisfazione di una vita intera.” (cit. Kai Lenny)

Proprio un anno fa, il 31 Ottobre 2020, pubblicavo questo post su Instagram, con le immagini delle onde gigantesche di Nazaré, piccola cittadina costiera del Portogallo, affacciata sull’oceano atlantico e situata a poco più di un centinaio di chilometri a nord di Lisbona.

In quei giorni di fine Ottobre, mastodontici muri d’acqua di un’altezza variabile tra i 25 e i 30 metri si erano infranti sulla mitica Praia Do Norte della località portoghese, diventata da pochi anni meta dei surfisti più impavidi del pianeta a caccia della “Big Mama”, l’onda più grande di tutte. E ciò a causa della coda dell’uragano Epsilon, una tempesta tropicale che aveva colpito la costa est del Nord America, trasformandosi poi in ciclone extratropicale, per dirigersi verso l’Europa attraversando tutto l’Oceano Atalantico. A distanza di un anno, proprio nei due mesi appena trascorsi, si è scatenato qualche bello swell con onde importanti, ma non certo come quello dell’autunno 2020.

© CoastlineTobi

Il mare per gli abitanti di Nazaré è sempre stato, al di là dell’effetto ciclone dello scorso anno, un nemico da combattere, un incubo per i pescatori che dovevano proteggersi da onde minacciose che arrivavano a misurare decine di metri.

Ma perché le onde di Nazaré sono così grandi?

La Praia do Norte è il punto in cui termina un enorme canyon sottomarino: lungo 230 km e profondo fino a 5, si esaurisce a un chilometro dalla spiaggia e l’effetto imbuto creato dal canyon, con la complicità dei forti venti invernali che sferzano l’Atlantico da inizio Novembre fino a Maggio, genera onde che possono superare i 30 metri di altezza. Questi giganti del mare, visti dal faro in fondo al promontorio, sono comunque impressionanti, hanno una forza e una velocità spaventosi che solo pochi big wave riders hanno avuto e hanno tuttora il coraggio di sfidare. E chi li guarda sta ancora lì a chiedersi se questi surfisti siano eroi o pazzi.

Il primo a scoprire lo spot segreto di Nazaré e il suo immenso potenziale è stato l’hawaiano Garrett Mc Namara, uno dei più famosi big wave rider del mondo ed un frequentatore abituale della Praia do Norte di Nazaré. Fu proprio lui il primo ad intuire le potenzialità di questo posto nel 2011, cavalcando proprio un’onda di 23,77 metri, posizionando di fatto Nazaré sulle mappe del surf globale. Oltre a lui ci sono Kai Lenny, Hugo Vau (attuale detentore del record per aver surfato un’onda di oltre 30 metri) ma anche due atleti italiani: Alessandro Marcianò e Francisco Porcella.

Ma cosa spinge questi atleti a sfidare la forza prorompente dell’oceano? Sicuramente la passione per il mare e per il surf ma anche una continua sfida contro sé stessi e le proprie paure. Nazaré, oltre ad essere semplicemente una cittadina del Portogallo famosa per le grandi barche dei pescatori che fino a qualche anno fa indossavano ancora i costumi tradizionali, per le spiagge immense dove in estate si riversano i temerari bagnanti, e per il santuario dedicato alla Nossa Senhora di Nazaré, è un luogo unico al mondo che oggi è diventato un punto di riferimento per gli atleti più coraggiosi del pianeta.

Se si decide di sfidare i propri limiti e superarli, Nazaré è il luogo perfetto e nel cinquecentesco forte di São Miguel Arcanjo, alla fine del promontorio che domina il piccolo villaggio, è stato allestito il Surfer Wall of Fame, dove vengono conservate come reliquie le tavole dei più importanti surfisti arrivati fin qui a domare le onde.

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